Sulla dimensione cartacea della cultura

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

di Roberto Maragliano

cartaTempo fa, un sito mi chiese un parere su un’espressione usata dal Ministro Stefania Giannini (“deve esserci anche un contatto con la dimensione cartacea della cultura”, qui). Inviai per tempo le mie considerazioni, che però a tuttoggi non risultano pubblicate. Non ne so il perché e il percome. 

Le pubblico io, qui di seguito, lasciando libero il lettore di farsi un’idea del giudizio, di chi l’ha espresso e di chi l’ha richiesto.

L’espressione usata dal Ministro Giannini, riguardo la necessità di un contatto con la dimensione cartacea della cultura, è un’espressione criptica e, forse, un po’ maldestra. Dico ‘forse’ perché può alludere a due cose, profondamente diverse.
La prima interpretazione, più malevola, associa questa idea al livello più basso del senso comune, dove cultura e testo sono fatti coincidere con libro cartaceo. Come se non fosse possibile leggere Dante o sentirlo letto al di fuori della tecnologia…

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i pensieri non miei diventano miei con molta facilità; quelli miei chiunque può farli propri http://www.divini.net/maponi/

Pubblicato su Novità

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